giovedì 22 maggio 2014

La critica ai tempi del colera - le menti più illuminate al servizio degli Store online (Episodio 2)


Belli e belle, prima di iniziare col solito carrozzone di fenomeni gasati come una Fanta, volevo tirare un paio di ringraziamenti per il successo del primo episodio. Non lo so se per etichetta si fa o no, ringraziare, però ha tipo quasi 300 tra mi piace e condivisioni su Facebook, e mi ha scritto gente che non sentivo da una vita (o che non avevo mai avuto il piacere di conoscere) per lanciarmi un abbraccio e un ringraziamento per le risate. Be', grazie a voi! Uno scrive (o depreda il Play Store) per essere letto, e quando pensa a una rubrica del genere la cosa migliore che gli possa capitare è essere contattato con un sorriso.
Quindi, negli ultimi giorni mi sono messo di buona volontà e ho trovato un nuovo scoop sullo store. Uno che, per come la vedo io, c'entra sempre coi tizi che passano dietro gli occhi dei gatti, nelle stanze. A volte.
Chiudo, prima di passare ai protagonisti di questa puntata, dicendo che se avete segnalazioni da fare potete mandarle sulla pagina Facebook di Panino, oppure tramite mail. Oppure mi contattate direttamente che facciamo prima. Buon divertimento!


Riscaldamento


Perché la chiarezza è importante per scegliere o meno se comprare un'applicazione.


Perché se ti ricordava il futuro poteva essere un problema grave.


Perché nella vita è importante essere generosi.


Perché è importante avere delle figure di riferimento.
Entriamo però nel vivo delle questioni, cerchiamo di essere un po' più viscerali:


Vi odio. Avete letto bene: vi odio.
Ma c'è anche il nostro amicosognatore che dice:


Sembra di essere tornati nella preistoria, ve'?


E quindi: uno. Non è che la gente si sveglia la mattina e decide di fare un videogioco senza dirle niente, eh. Ma che fate come ve pare?


Un collega romano dall'animo gentile che però non accetta questo strapotere del denaro.


Se non cambi mi cancello, c'era anche il film.


MA ALMENO!


Vedi averci una sorella che ne sa un botto?


Quando si dice prenderla sul personale, eh?


Capito? A penna lo appiccia e poi parte la pubblicità della Barilla. Comunque è bello. Il pendolo alla carbonara è una specialità della casa.


I Pulzanti. Faleto, dai.
Prima di passare al caso patologico della settimana, vorrei eleggere la mia personalissima recensione dell'episodio.


Un genio di chiarezza.

Detto questo, i tempi sono maturi per seguire IL CASO di questa settimana. Un po' di storia: ogni tanto, sul Play store, mettono in evidenza dei libri, dei film, delle applicazioni. Probabilmente perché chi ne detiene i diritti paga per ottenere visibilità. Ora, è successo che qualche tempo fa capita in prima pagina un libro. Un libro dal titolo piuttosto innocuo: "50 consigli sexy per lui e per lei". Con questa copertina qui (che vedete anche in apertura):


Insomma, alla fine niente di che, un'immagine piuttosto pulita, esplicita il giusto e con un titolo che dai, francamente, nemmeno mia nonna potrebbe mai uscirsene con qualcosa come "consigli sexy". Soprattutto perché le ultime due lettere non le conosce nemmeno, ma va be'.
Ora, la presenza di questa copertina pruriginosa nella vetrina del negozio ha però stuzzicato ben altri animi che non quelli che avrebbe voluto toccare. In un eccesso di bigottismo che nemmeno nei conventi medioevali nei quali praticavano lo sport della caccia alle streghe, il caso è montato, insulto dopo insulto.


I bambini che devono pensare? Eh, quello che cazzo gli pare a loro, per esempio? E invece no. Questo commento scatena l'inferno.


Già, i bambini cosa dinno?
Perché esistono in effetti diversi archetipi di bambino che dinne.

Quello che si pentirà tra un paio d'anni:

Quello che pensa di aver visto un film di Lynch:


Quella disperata che proprio non sa a che aggrapparsi ma PERFAVORE levatelo:


Quella che "i bambini sanno già troppe cose":


Quello che invece ci sta dentro di brutto:


L'egoista analfabeta:


L'Orlando Furioso:


Il veterano prevenuto:


Il rivoluzionario:


Quella che c'ha il fratello con la doppia personalità:


Quella che è rimasta sconvolta:


Quella che crede nei messaggi subliminali del tipo, non lo capisci ma resti sconvolto:


Quella che se andava a studiare era meglio (e in finale per mascherare il tutto ti spara un insulto random):


Ma, come al solito, ci interroghiamo, non c'è mica modo per venire a capo di questa diatriba infinita? Di questa storia torbida che ha intaccato le menti di giovani rampolli di casate nobiliari completamente asessuati? Certo che c'è e, come al solito, ce lo suggerisce un amico proprio dallo stesso Store. Un amico un po' nostalgico:


Un bel trottolone di legno, no?

4 commenti:

  1. Ciao sono Jacopo, ho 7 anni e non riesco a staccarmi dal mio fidato abaco, è una droga!

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    1. Il brivido del pallottoliere è irresistibile.

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  2. Riassumendo:
    "fatto male è bello ma è fatto malissimo"

    Sono morto alla prima riga

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  3. " I bambini cosa dinno ". :-)
    Direi che questa frase da sola riassume tutto il ciarpame in cui è possibile imbattersi nel Play Store.

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